Tra ottobre e novembre

Quando sei nata ultimanottefelicedelmondo pensavo saresti rimasta per sempre uno spazio dedicato a lei. Poi le cose cambiano, a volte inaspettatamente e fortunatamente.

La notte continui a non lasciarmi in pace, da qualche parte questa rabbia dovrà pur finire. E finisce nei sogni e nei muscoli del collo sempre più contratti e tesi. Sopportano da mesi, (ma che dico!) da anni, il peso di tante delusioni, frustrazioni, mortificazioni. Sono arrivata a Roma piena di speranze, di buoni propositi, di progetti che poi si sono infranti come un bicchiere di cristallo sul pavimento. Se dovessi fare un bilancio romano sarebbe negativo. Se dovessi pensare a qualcosa di bello di questi dieci anni per prima cosa mi verrebbe in mente Mina, poi la casa. E poi farei fatica. Perché tutto il resto anche se è stato bello non lo è stato per sempre.

Nella vita arriva un momento in cui si fanno bilanci e crescendo si accettano i fallimenti e le sconfitte. Si impara a convivere con tutto questo. E da questo si riparte. Non farlo sarebbe sciocco. Però se osi, se rischi, se ti metti in gioco di nuovo sei pazza, incosciente, fuori dal mondo.