quando ero piccola

mi svegliavo prima di tutti. Almeno così ricordo. Forse è il ricordo di un solo risveglio e non di tanti. Lì al settimo piano di Via Villafranca, la primavera entrava sempre dalle grandi vetrate. Calde. Accoglienti. E con lei arrivavano le rondini, in picchiata, che si nascondevano nel cassettone della serranda. Le serrande stavano sempre rigorosamente tirate su per evitare che ogni minimo movimento potesse in qualche modo mettere in pericolo i piccoli e grandi uccelli. Ho ancora nelle orecchie quel suono stridulo, acuto. Familiare.

Per lei l’estate è già arrivata

Da un mese, suppergiù, sta sempre là, tra una macchina e l’altra. Ferma. Gli auricolari ben ficcati nelle orecchie, il viso color della terra, quella bruciata. La osservo da giorni, quasi ogni giorno. Fa la guardia ad una sede distaccata della banca d’italia. Lei preferisce il giorno, le ore più calde. Quando il sole è più tiepido. Si allontana dall’ombra per catturare un raggio di sole. Nel frattempo per lei, a vedere il colore della pelle, l’estate è già arrivata.

Riccio capriccio

Sarà la quinta volta che li taglio, da allora. Oggi più delle altre volte. Taglio nuovo. Spesso ad un taglio nuovo corrispondeva una vita nuova. Oggi invece sembra quasi che mi riappropri di una vecchia vita, di un vecchio taglio: la mia, il mio. Così senza rasature tornano corti,  abbastanza corti. Non come quando avevo 12 anni ma corti per sentirmi un poco più leggera.

dal 14 marzo

Il mare è la cura ad ogni cosa. Così decidi di isolarti e distogliere lo sguardo da altro, il cuore dalle parole, mentre la macchina corre veloce verso l’aeroporto. Ti riempi gli occhi di blu e provi a sentirne l’odore. Perché il dolore è forte e devi per forza contrastare tutta questa bruttezza. Per me, gratuita. Finalmente dopo tre giorni di domande, a pochi minuti dalla separazione, il rospo salta fuori. E si aggrappa con le zampine sul volto. E non vedi più nulla. E alla cecità visiva si accompagna una cecità sentimentale. Ti chiedi perché ancora qualcuno abbia voglia di farti soffrire deliberatamente. E non lo capisci. Soprattutto con tutti i sacrifici che facciamo. Io e lei.

un buon non compleanno

ieri ho spento un’altra candelina. ho festeggiato un altro non compleanno. perché dopo che hai rincorso il dolore, l’hai accarezzato, ci sei andato a dormire, ti ci sei svegliato, l’hai preso per mano e hai cercato la fine, dopo tutto questo, non puoi far altro che festeggiare ogni giorno. Anche se non c’è un vero motivo. Anche se il tuo vero compleanno è stato 10 giorni prima. E così ti ritrovi a casa con amici e soffi. Perché ogni soffio spazza lontano, sempre più lontano, tutto il resto.

io le donne le ho sempre amate

Io le donne le ho sempre amate. Pure quando non lo sapevo. E le ho amate intensamente. E non parlo di mia nonna e nemmeno di mia mamma. Anche se oggi ,che è la festa della donna, per me è anche un po’ la festa della nonna. E nonna Maria, oggi, voglio ricordarla cucinando una delle tante cose che mi ha insegnato: le striscioline di frittata coi piselli in umido.

Nonna Maria come mamma mi hanno insegnato il valore di essere donna, il rispetto, l’amore per gli altri, per i libri, per il mare, per la famiglia.

Io amo così tanto le donne che me ne sono innamorata, tanto. Ho vissuto, prima, un amore malato, incondizionato come quello di Gerda per Einar e per Lili in The Danish Girl. E ora, invece, è arrivato l’amore non solo per lei ma anche per me. Il rispetto.  Perché a volte dimentichiamo che per amare bisogna amarsi. Io la amo, ma questa volta come amo me.