Una storia di amore, di tradimenti. Una storia consapevole.  

Gran Bretagna è una donna, alta, algida, che abita al Nord, tendente al verde ma anche al grigio. Europa è solare, è multiculturale. Cambia aspetto e umore con le stagioni. Europa guarda al futuro. Europa programma. Europa sogna. Europa sa amare. Europa è una donna, anche lei. Europa e Gran Bretagna si annusano, come cani. Si guardano, si scrutano, misurano la distanza. Giorno dopo giorno. Si informano, l’una dell’altra. E lo fanno con amici comuni. Europa e Gran Bretagna si sfiorano. Ed è una esplosione di emozioni. Un turbamento. Una vortice che le risucchia fino alle viscere e poi le fa schizzare su, fino al cielo. Così macinano chilometri in pochi metri, bruciano dentro, parlano per ore, senza fermarsi, senza badare all’oggi e al domani. Gran Bretagna è libertina. Vuole libertà. Ma è una libertà senza rispetto. E’ una libertà che fa male. Europa lo sa. Gliel’hanno sempre detto. Gran Bretagna non vuole vincoli. Rivendica spazi, tempi e modi. Si sente una donna moderna. Perché per lei modernità è questo: è tradimento. Gran Bretagna ama ma a modo suo. Gran Bretagna si annoia, cerca novità. Flirta. Una volta con una lei, poi con un lui. E lo fa per interesse. Per dimostrare a se stessa che può tutto, che è attraente, irresistibile. Europa spesso sta a guardare, intontita, finge di non capire, o realmente non capisce. Perché Gran Bretagna è come una sirena, se senti il suo canto vieni trascinato nel suo mondo. Succede perché comunque ha la sua storia: di re, di regine, di campagne verdi, di conquiste, di vittorie.

Alla fine cedono. Cedono all’amore, alla passione, ai progetti. Punti di intesa, scontri, compromessi. Stanno insieme. Volano. Atterrano. Si sfracellano.

E’ un continuo.  Europa con amore la corteggia, pur dopo averla conquistata, pur dopo essere stata conquistata. Ora dopo ora. Giorno dopo giorno. Crede di averla con sé. Per sempre. Di essere una unica cosa. Ci crede perché, in fondo, Europa è ingenua. Perché Europa scopre di vivere per lei. Europa crede che Gran Bretagna ha trovato la sua libertà in lei.

Ma non è così. Passano i giorni, i mesi e Gran Bretagna soffre. Da segni di insofferenza come Europa. Per motivi assolutamente opposti. Europa cede. Le lascia un spiraglio di libertà. Per non farla scappare e perché si fida. Ma sbaglia.

Gran Bretagna così ha il suo spazio. E se lo prende tutto. Tanto da dimenticarsi una sera di tornare a casa. Nonostante i messaggi. Colpa dell’alcol che lei camuffa con un feroce mal di testa.

Quella sera Gran Bretagna non torna. Nel suo sangue scorre alcol. Europa, a casa, lo sa. Lo intuisce. Gran Bretagna lo chiama “un momento di libertà”. Io e i miei cocktail abbiamo detto sì alla libertà. Uff!

“Europa perché dovrei stare con te? chiede Gran Bretagna. Sai che palle stai sempre a dettare regole, sempre a dire come e cosa devo fare. Sai che c’è stanotte torno quando voglio, anzi non torno”.

Europa aspetta tutta la notte. Si aggrappa con forza a quel messaggio, diventa per lei confortante, incoraggiante. Si appisola e si risveglia di mattina. E’ un risveglio con doccia gelata.

Gran Bretagna è nel post sbornia, si trascina dietro l’euforia della notte alcolica. Europa invece è lì e sembra una maestrina. Gran Bretagna quando la vede capisce di aver sbagliato, di averla persa. Ma è felice. Si capisce. Accampa scuse che non bastano.

Europa questa volta lascia la debolezza degli anni, non tentenna più e chiama gli amici. Poco dopo Gran Bretagna è fuori dalla sua vita. per sempre, sicuramente. Rimane l’amarezza. Ma anche la consapevolezza.