Se non c’è spazio

Me ne vado. Se non c’è spazio in questa storia, me ne vado.

Dove? E chi può saperlo. Dove non sono mai stata, dove si sta bene. Dove penso che si possa star bene.

È andata così. Ho sbagliato. Ho fatto delle scelte e adesso ne pago le conseguenze. Prezzo altissimo. La vita ci mette di fronte a delle scelte. Io ho scelto. Poi forse la scelta non era quella giusta. Forse chi può dirlo. Lei è altrove. Io voglio una vita piena, intera, voglio essere felice e non lo so se tutto questo potrà mai accadere. Non lo so e piango. Perché piangendo lascio andar via ancora di più qualcosa. Io volevo il futuro e il futuro non c’è. Non c’è più.

Il futuro è andato via. E adesso non vivo il presente. Ma nel passato. In un passato che non mi appartiene più. Per scelta mia prima, per scelta sua dopo.

Ci avevo creduto, ci avevo sperato ma non siamo stati forti abbastanza e adesso sono qui, da sola come forse merito di stare.

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Se sapessi il finale mi tranquillizzerei. Ma il finale non lo so. Il finale non si sa. E io adesso mi sento solo una spettatrice. Dopo essere stata attrice, oggi posso solo stare a guardare. E non è uno spettacolo bello. Quando la notte ti svegli. E la immagini tra le gambe di un’altra. Intenta a donarle piacere. E paghi anche il biglietto, per vedere questo spettacolo doloroso. Sei lì. Sono le tre di notte. Ti svegli. Ti alzi. Ti metti di nuovo a letto e ad un tratto appena chiudi gli occhi vedi lei e l’indiana sul letto che per due anni è stato il vostro. E dei bambini. E non riesci più a prendere sonno. E di nuovo lo perdi. Di nuovo quei vuoti notturni vengono riempiti da nervose camminate dentro case con la sigaretta tra le dita. E ti chiedi tutto questo che senso abbia. L’hai voluto tu. Hai voluto tu mandarla via perché prima pensavi delle cose che oggi non esistono più. Per cui se lei non sa se ama l’indiana mica puoi farci nulla. Ci sta. Home faber fortunae suae. E io la mia fortuna l’ho buttata nel cesso. E ora nel cesso mi ci vorrei buttare io. Tirare lo sciacquone e tanti saluti. E invece rimango nella merda. L’acqua non va giù. Va solamente su. E si affoga.