Archivi categoria: bambina

Sulla poltrona

e così mi ritrovo in una casa che era mia e che adesso non lo è più. Ma è di tutti. Di chi passa da Palermo per lavoro o piacere.

In una casa che non ho mai abitato. Forse ci ho dormito un paio di volte. Ma non ne ho memoria . Col tempo per fortuna la memoria si perde, va via. E quel ricordo che ieri era gigantesco, insormontabile oggi ti sembra  che non sia mai esistito. E di ricordi che non mi appartengono più ne ho tanti.

Però invece ci sono quei ricordi che ti segnano l’anima, che sono tracciato con una pennarello indelebile sulla tua pelle, sul tuo cuore. Come le ore trascorse su una poltrona frau. Un tempo rossa, Poi fiorata e adesso di un glicine tenue.

Una poltrona che da via Villafranca si è spostata in via stabile e adesso si trova a Piazza Montevergini.

Era di nonna. Anzi dei nonni. Ma io nonno non l’ho mai conosciuto. Adesso è di tutti, dei tanti turisti che passano da qua e si fermano.

Io però quelle ore sulla poltrona raggomitolata con la testa sul bracciolo le sento ancora vive. E sento il rumore della tv del sabato sera, di Avanti Tutta e di nonna che a un certo punto mi dice di andare a dormire.

Ho sonno. Mi abbandono. Mi faccio abbracciare da quei ricordi.

mi spengo d’immenso

Una sera d’inverno vedi una foto e tutto si spegne d’immenso. Capita, anche questo, per fortuna. Così con superattico, quantobasta e the apartment mentre scopri un’altra Lei, ti accorgi che ciò che prima era un fantasma adesso è un cesso. Nella scala dei valori, scende da persona idealizzata a una ragazzina qualunque. Col suo solito sguardo, pieno di sé, pieno di inquietudine e falso. E respiro profondamente. Cara Lei, quindi, anche se continui a tormentare le mie notti infilandoti in improbabili sogni ora ti vedo per quel che sei: una ragazzina. Oggi rido, anzi ieri sera ridevo per quello che hai fatto, per la tua superficialità, per le tue cazzate, e per il tuo essere ragazzina. Sì, ragazzina perché i bambini sono puri, i ragazzini sono spesso, invece, strafottenti. Non ti auguro nulla, già come sei è la cosa peggiore che potesse capitarti e l’averti persa è la cosa migliore che mi sia mai capitata. Chissà quanto male mi avresti ancora fatto. Ora ho una donna, una famiglia che mi ama. Due bimbi e delle responsabilità. Ora ho un’altra vita. Una nuova vita. C’est la vie.