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Seitan e street art

Seitan. “Usa l’immaginazione”. Così ha scritto altrove. Non so che sapore abbia e di certo scoprirlo ora non è la mia priorità. Anzi. Probabilmente l’ho mangiato. Sicuramente. Ma per ora tendo a rimuovere. Quindi è come se mi trovassi di fronte a una “tabula rasa”. Vado su Google e scopro che “il seitan è un alimento altamente proteico ricavato dal glutine del grano tenero o da altri cereali, un vero e proprio concentrato alternativo alle tradizionali fonti proteiche di origine animale. Secondo la ricetta tradizionale, il seitan si ottiene estraendo il glutine dalla farina di frumento; successivamente lo si impasta e lo si lessa in acqua insaporita con salsa di soia, alga kombu e altri aromi. Di aspetto simile alla carne, il suo sapore è invece più delicato e la sua consistenza più morbida, anche se spesso quest’ultima varia da un tipo di seitan all’altro”. Bene, caro seitan già mi stai antipatico. Tu non sai perché ma io si.

Cero di allontanare dai miei pensieri il seitan e la sua bacheca. E spero che la destinataria del messaggio rimanga soffocata da questa strana cosa.

Ritorno a me. Penso a quello che mi piacerebbe fare. Girare. Conoscere mondi. E di mondi ce ne sono tanti. Anche dietro l’angolo, senza bisogno di prendere il passaporto, di imbarcarsi su un aereo o di attraversare l’Italia sulle rotaie. L’isola felice puoi trovarla su un muro, dietro un albero, nel succo di una ciliegia o in una goccia di xanax (sdrammatizzo, è l’unica!). Sicuramente non può stare a casa, per ora. Piena di scatoloni e vuota di tante cose. Per prima lei. Lei che adesso dice di dover ricominciare da zero e di essere spaventata. E ad un tratto escono senza filtri espressioni romane: ma li mortacci tua. Rende bene, ma forse non abbastanza. Quindi primo passo: fare quello che mi piace. Scrivo ad Alice e le chiedo se posso seguirla un giorno, anche due, nella sua giornata di lavoro. Magari a bordo della vespa potremmo fare un “tour” alla ricerca delle sue opere, sui muri di Roma. E’ una idea, che mi fa star bene. Poter raccontare e vivere altro. Vedere nuovi mondi ed emozionarmi, di nuovo. Spero che dica di sì. Nel frattempo cerco altri artisti, di strada. Deve essere un viaggio, una scoperta, una riscoperta. Lo zaino è pronto. La macchina fotografica è carica e la penna il taccuino nella mia borsa non mancano mai.

oui
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