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Quando pensi che sia tutto finito

lo è veramente. Apri la mail, quella ufficiale, e scopri che la Rai, quell’azienda che dovrebbe occuparsi di informazione,  ti ha scritto. Per cosa? Per la convocazione alla selezione di un concorso bandito chissà quanti mesi fa. Non ne ho più memoria. Già sbadiglio ma lentamente porto la freccia del mouse sulla missiva e click: la apro. Vabbè, per farla breve. Convocazione a Bastia Umbra. Il primo di luglio. E già penso ma come ci arrivo? Dove dormo? Ok. Prima ricerca. Booking.com e il primo avviso è: i prezzi sono aumentati negli ultimi due giorni. La stanza più economica costa 70 euro. Non troppo, in realtà, ma considerando le finanze attuali mi sembra una cifra da albergo veneziano. Bene. Secondo passo: il treno. Quasi due ore e mezzo con un cambio di stazione. Già penso che mi siddia. Cinquemila candidati per 400 posti. Ma figurati, poi per come sto adesso che ci vado a fare? Dovrei studiare. Il tempo non mi manca ma nemmeno la lagnusia. E mentre cerchi di fare altro nella vita, di cambiarla, di lasciare il mondo del giornalismo e della politica arriva lei, la signora Rai, con questa proposta indecente. C’est la vie. E la morte.