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Quando si cresce? 

Te lo chiedi quando in giro, sui social (eh!) vedi la notte degli altri, i sabato sera, le discoteche, gli aperitivi, le uscite, la vita. Tutto torna e tutto stride. Vorresti essere fuori da quei desideri. Vorresti già essere oltre e altrove. Come se crescere automaticamente mettesse fuori dalla tua vita il divertimento e così potresti salvarti. Così potresti smetterla di guardare la vita degli altri, di fare paragoni, così potresti iniziare a godere di quello che hai. E invece sempre lì a massacrarti il cervello, a vedere quello che non hai, a guardare al passato, e a pensare ad un futuro catastrofico. Così non se ne esce. Me lo ripeto ogni giorno. Tipo mantra. Questa vita così non mi appartiene. Un tempo sorridevo. Ora per strapparmi un sorriso ci vuole un miracolo. E c’è una piccola creatura (che ancora non c’è) che già si porta dietro il peso di una responsabilità. Penso a Palermo e mi fa paura. Penso a Roma e mi fa tristezza. E se il problema fossi io? E non il luogo? Si può essere felici ovunque?  Come si fa? Che rumore fa la felicità? Dove è andata a finire ? Chi me l’ha rubata di notte? Che responsabilità ha il lavoro? Vorrei un cambiamento, forte. Spero che arrivi dalla Siviglia. Da una nuova vita. 

rinascite

bulbi

Quando sono andata via da Roma sembrava ormai morta. I bulbi erano rinsecchiti, privi di vita. E con un gesto estremo stavo separando la terra dalla sua casa. E questi sette bulbi presi dal gioielliere di via Arenula sarebbero finiti nella discarica di Grottaferrata. Poi, forse perché difficilmente riesco a separarmi dalle cose, l’ho lasciata in terrazza sotto il sole cocente e gli acquazzoni estivi. Convinta che lei così piccola non sarebbe esistita più, nemmeno come pianta morta. E invece con grande sorpresa, domenica, rientrata a casa ho sbirciato quasi con terrore le piante per vedere quali erano sopravvissute a questi mesi estivi e primaverili. Ed eccola: un po’ fragile ma con la voglia di riprendersi, di spaccare il bulbo e venire di nuovo fuori nel nuovo mondo. Ben tornata piantina mia. E bentornata anche a me.