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Appropriazione indebita

art. 646 del Codice Penale:

« Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela della persona offesa con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a € 1.032.Se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario, la pena è aumentata. Si procede d’ufficio se ricorre la circostanza indicata nel capoverso precedente o taluna delle circostanze indicate nel n. 11 dell’articolo 61. »

l’articolo parla chiaro. e allora si tratta di appropriazione indebita. di un’ultima caduta di stile. perché davvero questo è stato. è andata via nel peggiore dei modi. portandosi via anche una nostra foto che nella migliore delle ipotesi riporrà in un cassetto, o dentro ad un libro. Almeno lo spero, perché se la lascia sul comodino (avrà pure un comodino) lo troverei disgustoso. E poi i vinili. Certo pensare che avrebbe mantenuto la promessa che si sarebbe presa solo quelli regalati da Luca era proprio da deficiente. E infatti ne ha portati via degli altri comprati insieme. Che poi non ha la piastra (manco quella della cucina) quindi dove mai li ascolterà? Non lo so e non lo voglio sapere. Una calamita, un libro regalato a lei che non avevo messo nelle scatole perché la signora non ama leggere libri già letti, libri usati, e io mi ero permessa di farle questo sgarbo. Una calamita e un segnalibro. Poca roba, rispetto a tutto il resto. A come mi ha lasciata e a cosa si è portata via di me.

Miao

Il gatto ha chiamato. “Non so sei stata informata che farò parte della delegazione che viene a ritirare i prigionieri di guerra, tipo scambio Germania- URSS”. Lui lo trova divertente. E mi chiede di ospitarlo fino a “domingo”, quando ripartiranno per Milano. So, però, solo io quanto mi è costato mettere parte della mia vita dentro degli scatoloni”. Ecco è appena arrivato un messaggio. Dorme dai suoi zii. O si è reso conto che non era il caso, o il contrordine è arrivato da altri. Chissà, io tiro un respiro di sollievo intanto. Forse solo sabato dovrò accollarmi la sua presenza. Ma a questo punto spero proprio che non sia così.  Visto che io il coraggio di dire di no non l’avuto. Per mille motivi. Due giorni insieme a Gerusalemme. E’ il suo migliore amico. E gli voglio bene. Ma del resto, nonostante tutto e tutti, la amo ancora. Oggi è giornata di altalena.

chissà che fine fanno i ricordi col tempo (youth)

Sorrentino bocciato. Scontato e banale. Nessuna emozione. Forse solo qualche dialogo è da salvare. Appena qualche frame. Io promossa. Avevo il biglietto della lotteria in mano, quello vincente. Quello che cerco da mesi e l’ho strappato. Perché non ne avevo bisogno. E’ per questo che ti ho detto no. Ho detto no alla tua “bella serata” che volevi trascorrere con me. Per mesi ti ho chiesto di vederci. Adesso che parti, che lasci Roma hai deciso che volevi salutarmi ma che non era un addio. Troppo facile. Hai deciso sempre tu. E pensi che io sia come le altre. Ti sbagli. Pensi che tutto si possa risolvere andando a vedere una mostra, con una cena. Non è così. Mi hai lacerato. Mi hai messo in crisi. Te ne sei andata da casa in 12 ore. Lasciandomi da sola. Ti ho cercato e spesso non hai risposto. Ti ho chiesto aiuto e non potevi darmelo, non volevi. Ecco, sinceramente non potevamo salutarci come se nulla fosse accaduto, come se una spugna potesse assorbire il caffè rovesciato da una tazzina di vetro. Un colpo di spugna sulla tua coscienza. Senza lasciare una traccia, una macchia. E’ la cosa che desidero di più, vederti, essere di nuovo tua  ma io ti amo e tu no. Sei già di un’altra. Ieri ho iniziato a preparare gli scatoloni con le tue cose. Ho fatto fatica a capire cosa fosse mio e cosa fosse tuo. Mi sentivo dentro un film e mi immaginavo ad impacchettare libri strappati, piatti rotti e cocci di vetro. Ma ci sto provando. Sto provando a separarmi da te, da una illusione. Dalla tua leggerezza. Crescerai prima o poi e imparerai a non fare più male. Io sto qua. Non so per quanto tempo ancora. Forse per sempre, forse fino a stasera. Chissà.