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Quando si cresce? 

Te lo chiedi quando in giro, sui social (eh!) vedi la notte degli altri, i sabato sera, le discoteche, gli aperitivi, le uscite, la vita. Tutto torna e tutto stride. Vorresti essere fuori da quei desideri. Vorresti già essere oltre e altrove. Come se crescere automaticamente mettesse fuori dalla tua vita il divertimento e così potresti salvarti. Così potresti smetterla di guardare la vita degli altri, di fare paragoni, così potresti iniziare a godere di quello che hai. E invece sempre lì a massacrarti il cervello, a vedere quello che non hai, a guardare al passato, e a pensare ad un futuro catastrofico. Così non se ne esce. Me lo ripeto ogni giorno. Tipo mantra. Questa vita così non mi appartiene. Un tempo sorridevo. Ora per strapparmi un sorriso ci vuole un miracolo. E c’è una piccola creatura (che ancora non c’è) che già si porta dietro il peso di una responsabilità. Penso a Palermo e mi fa paura. Penso a Roma e mi fa tristezza. E se il problema fossi io? E non il luogo? Si può essere felici ovunque?  Come si fa? Che rumore fa la felicità? Dove è andata a finire ? Chi me l’ha rubata di notte? Che responsabilità ha il lavoro? Vorrei un cambiamento, forte. Spero che arrivi dalla Siviglia. Da una nuova vita. 

ai tempi della Cirinnà

oggi è la festa della mamma e al di là di leggi, di tribunali e sentenze oggi sarebbe anche la mia festa. Cioè potrebbe essere la mia festa ma forse non lo è. Abbiamo corso, ci siamo fermate, abbiamo discusso su come crescere i gemelli. Abbiamo preso posizioni differenti e oggi, pensandoci bene, non sono mamma più di tanto.  Per la distanza tra me e loro. Per loro che preferiscono altro, le zie. Per la mamma biologica che spesso mi contraddice. Lo accetto a malincuore, ma così è. Poi arriva la telefonata, quella della mattina che si conclude con “non mi hai fatto gli auguri per la festa della mamma”. E all’improvviso arriva un sospiro, di sollievo. Non perché sia felice per quel rimprovero ma perché per fortuna la pensiamo allo stesso modo. La viviamo allo stesso modo. Io sono la compagna della mamma, non la mamma dei gemelli. Prima o poi saremo forse una famiglia, vera. Ma come si fa quando l’amore vive altrove? Forse un terzo figlio riequilibrerebbe le cose, il rapporto, la famiglia. E Siviglia è sempre più vicina.