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isole

“Porzione di terraferma completamente circondata dall’acqua e situata in un oceano, mare, lago, laguna o fiume; l’origine delle i. può essere dovuta a movimenti della crosta terrestre, erosione, vulcanismo, deposizione di materiali sedimentari, formazione madreporica”. Così dice l’Enciclopedia Treccani. Forse è successo per colpa di un vulcano.

Oggi si sta più o meno come un’isola. Circondati dall’acqua, dell’oceano.

Per la seconda volta non è arrivata la notizia che aspettavo, che desideravo, che volevo. E ricominciare è faticoso. Incerto. Sofferente.

Arriva un tempo in cui ci vuole una svolta. Stai attaccata a questa speranza come un sub al suo boccaglio.

 

Chiedimi se sono felice

Qualche giorno fa, dopo la seduta del mercoledì, prendo l’iPhone e chiamo mamma. Squilla. “Mamma, ma quando ero piccola ero felice?”. Lei, perplessa, pone la stessa domanda a papà che era accanto a lui. In sottofondo Martina che abbaia (ormai lo fa sempre quando le preparano da mangiare). Poi il silenzio. Si consultano: “Ecco sicuramente eri una rompi coglioni. Insoddisfatta”. Vi risparmio alcuni racconti però scopro quel che mi interessa e che sento da tempo. Sono sempre stata insoddisfatta. Il vocabolario della Treccani dice:
insoddisfazióne
insoddisfazióne (tosc. e letter. insodisfazióne) s. f. [comp. di in-2 e soddisfazione]. – L’essere, il sentirsi insoddisfatto, cioè non appagato in ciò che si chiedeva o voleva: esprimere, dichiarare, non nascondere la propria i. (per la risposta deludente ricevuta, per lo scarso riconoscimento avuto, ecc.). Più com., sentimento di intima scontentezza dovuto a cause determinate e spesso provenienti dalle azioni proprie, dal proprio operato o comportamento, o anche senza cause apparenti, e perciò vago e indefinito: i. di sé, della propria vita; avvertire, essere oppresso da un profondo senso d’i.; in partic., i. dei sensi, i. sessuale, o assol. insoddisfazione, senso di inappagamento, di frustrazione fisica e psichica conseguente a rapporti sessuali incompleti o comunque deludenti, oppure provocato dalla rarità dell’accoppiamento rispetto ai proprî stimoli e bisogni.

Bene, e con questo è tutto. Per ora.