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poi però…

l’ho conosciuta per caso. Su WAPA, una specie di tinder di “settore”. Così, come per caso, le ho chiesto l’amicizia su facebook.In una di quelle giornate compulsive in cui cerchi qualcosa. Ma non sai cosa. Ci scambiamo i numeri e lei ha già il mio. Rimango sorpresa. Lei mi suggerisce di cercarla col suo nome più brenda. Niente da fare. Registro il numero e mi accorgo di averlo anche io. Avevo registrato il suo nome con un cognome “noname”. Grande risata e stupore. E penso che sia un segnale. Positivo o negativo non lo sapevo ancora. Ora lo so. E’ stato un segnale positivo. Ora c’è. Veniamo dalla stessa città. Anche lei viene “fuori” da una storia. Anche lei vive tra alti e bassi. Ma è stata una piacevole scoperta. Una nuova, vera amicizia. Grazie a lei ho ricominciato ad uscire. Ho conosciuto persone nuove. Carine, affettuose, presenti. In mezzo alla nebbia spunta un raggio di sole. E ti riscaldi. Il sorriso che avevi perso ogni tanto ritorna sul tuo viso. All’improvviso. Certo non è quello di Jocker e manco quello di Berlusconi. Gli occhi brillano di nuovo e non solo per le lacrime. Perché ti confronti, perché ad un tratto ti sorprendi di nuovo per cose belle. Perché la sua presenza è gratuita, inaspettata e bella. Come lo sono le persona che la circondano e che in qualche modo circondano anche me. Forse ho messo su un chilo, perché mi fa mangiare. Perché in fondo, nonostante il sottofondo, la struttura crollata, senti che puoi stare meglio. E che le cose possono cambiare. Che puoi rimanere sorpresa anche per cose belle. E quindi grazie noname…ci vediamo ad Amsterdam :-).