frammenti

1 luglio

grazie alla Signora per avermela fatta scoprire e a Frida per averla scritta

Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libero,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazi via le bugie
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia.

16 giugno

non avevo mai letto nulla di suo e su di lui fino ad oggi. Fino ad Internazionale

L’ordine naturale delle cose – Lobo Antunes

A Esponsede, nel cinema sulla spiaggia, il film e il mare erano la stessa cosa, lo stesso rumore dietro la parete di tela, e non soltanto il film e il mare, ma anche i pini e i salici, le cabine degli stabilimenti e il vento, io mi dimenticavo della notte e del vento, delle barche dei pescatori e della schiuma sulla sabbia, mi dimenticavo del freddo, ad agosto, trentasei anni fa, quando il mio fidanzato si sdraiò su di me, mi alzò la gonna e io sentivo le mani che, frugandomi, strappavano elastici, mi pizzicavano la carne, mi facevano male, sentivo le mani che mi trovavano, che mi allargavano, che percorrevano il canale del mio ventre, sentivo il suo respiro sul mio collo, sentivo la voce che ripeteva il mio nome, sentivo un liquido scorrere da me sui cisti e spandere il suo odore intorno, e mentre le immagini si coagulavano sul telone, uguali al mare di Esponsede, uguali al vento, e ai salici, e ai pini, e alla notte, si coagulavano sul telone altrettanto nero delle cabine degli stabilimenti, altrettanto nero del suo viso che si allontanava da me, mi faceva ciao con la mano, e io lì squartata, nuda dentro di me e schiacciata contro la parete di tela, senza parole, con un’assurda necessità, chissà perché, di piangere. Lo vidi tre settimane dopo nel negozio di mio padre e neanche mi sorrise, né mi parlò, lasciò i soldi sul bancone, prese il pacchetto di sigarette, scomparve, io lì, a Esponsede, vicino ai mille segreti dell’acqua, a pensare a ciò che il padrone del cinema mi aveva tolto e che valeva qualcosa solo perché non c’era più.

10 giugno

Un giorno questo dolore ti sarà utile – Peter Cameron 

Forse temevo che parlandone, trasformando il ricordo in parole, potesse svanire o decomporsi come certi fragili e preziosi oggetti antichi che si sbriciolano appena tornano alla luce.

9 giugno 2015

Il weekend – Peter Cameron 

“Lo scorrere dei giorni leviga il dolore ma non lo consuma; quello che il tempo si porta via è andato, e poi si resta con un qualcosa di freddo e duro, un souvenir che non si perde mai… E qua, come un sasso che porto ovunque, c’è un pezzetto di cuore altrui che ho conservato da un vecchio viaggio”

Questa Storia, Alessandro Baricco.

( a metà tra me e lei. e ho riesumato pure Baricco che era finito nella black list. Annamo bene)

“Perché era cattiva, era matta, cattiva, e tutta sbagliata, era vera, se capisce cosa voglio dire. Era una strada piena di curve assurde, e correva in aperta campagna, senza preoccuparsi mai di tornare. Senza nemmeno sapere dove stava andando. Era una di quelle strade su cui uno ci si ammazza.”
“Se ami qualcuno che ti ama, non smascherare i suoi sogni. Il più grande, e illogico, sei tu.”
“La gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, li, è felice. Il resto del tempo, è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi non sei né triste né felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.”
“La sua idea è che lui è nato per costruire una pista. Dimmi te. Vuole costruire una pista per automobili da corsa. Che non porta da nessuna parte, anzi è chiusa e tu continui a girare  e non finisci da nessuna parte, dice lui. Mi ha raccontato tutta una storia di lui e suo padre che giravano nella nebbia in una città con tutte le strade ortogonali. Ogni cammino è circolare e non porta da nessuna parte, ma dentro te stesso, perché troppa fitta è la nebbia della nostra paura e illusorie le strade che sembrano portare altrove.”
“Accendi il motore e parti. E gira. Gira fino a quando ogni curva scompare in un unico gesto che inizia e finisce nello stesso punto. E scompare dentro se stesso, e allora ti sembrerà un cerchio perfetto, chiuso e perfetto. Tutta la tua vita in quel cerchio. Ma è nella tua testa il cerchio, non nella realtà. C’è solo dentro di te. Non so. E’ una sensazione. Sì forse è quella cosa li. Sì.”
“Curioso come la gente sia già se stessa prima ancora di diventarlo.”
“Ma noi abbiamo sempre saputo che nella sua ombra d’oro ci saremmo salvate. Lui avrebbe ricomposto il mondo ogni volta che l’avessimo spaccato, e accanto a lui sarebbe stato possibile essere noi stesse. E così è stato.”
“Giacché il talento vero è possedere le risposte quando ancora non esistono le domande.”

Il tempo materiale – Giorgio Vasta

“Fin dall’inizio il nostro sogno è stato diventare dei socrate della lotta armata: inevitabilmente sconfitti ma orgogliosamente sconfitti. E a quel punto, nella sconfitta, invincibili.”

Qui si dice che fu per amore – C. Pavese, L’inconsolabile, dai Dialoghi con Leucò (1947)

Il giovane Holden – J.D.  Salinger

“Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio di infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto”.

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