Fuori piove

Dal balcone di quella che era la mia stanza – e per mille motivi lo è di nuovo – guardò un altro balcone, del palazzo vicino e penso a quando ci stava nonna. Tengo la sigaretta tra le mani come se fosse qualcosa, l’ultima, alla quale aggrapparmi. Osservo il fumo con attenzione, ne seguo la traiettoria confusa e imprevedibile. Come le cose della vita.

Stento a stare con gli occhi aperti anche se è pomeriggio e mi chiedo se è sonno o voglia di dormire per non stare qua. Me lo chiedo ma non trovo la risposta.

Le ore scorrono ciondolando, cercando e aspettando qualcosa che non so se tornerà più. E se quando tornerà sarà più bella come le daliette che ti ho lasciato sul tavolo che abbiamo scelto insieme.

Quanta fatica, la sento tutta addosso. E mi incatena qui su questo letto ad una piazza, alla fine della casa in una stanza gelida.

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