Sulla poltrona

e così mi ritrovo in una casa che era mia e che adesso non lo è più. Ma è di tutti. Di chi passa da Palermo per lavoro o piacere.

In una casa che non ho mai abitato. Forse ci ho dormito un paio di volte. Ma non ne ho memoria . Col tempo per fortuna la memoria si perde, va via. E quel ricordo che ieri era gigantesco, insormontabile oggi ti sembra  che non sia mai esistito. E di ricordi che non mi appartengono più ne ho tanti.

Però invece ci sono quei ricordi che ti segnano l’anima, che sono tracciato con una pennarello indelebile sulla tua pelle, sul tuo cuore. Come le ore trascorse su una poltrona frau. Un tempo rossa, Poi fiorata e adesso di un glicine tenue.

Una poltrona che da via Villafranca si è spostata in via stabile e adesso si trova a Piazza Montevergini.

Era di nonna. Anzi dei nonni. Ma io nonno non l’ho mai conosciuto. Adesso è di tutti, dei tanti turisti che passano da qua e si fermano.

Io però quelle ore sulla poltrona raggomitolata con la testa sul bracciolo le sento ancora vive. E sento il rumore della tv del sabato sera, di Avanti Tutta e di nonna che a un certo punto mi dice di andare a dormire.

Ho sonno. Mi abbandono. Mi faccio abbracciare da quei ricordi.

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